Compagne di classe 2.0 / Les anciennes camarades 2.0

Ici on parle français (je vais essayer)

Allo scritto avevano estratto la N e il mio cognome inizia per M. Sono stata la penultima in tutto il liceo a sostenere l’esame orale per la maturità, davanti a una commissione stanca e annoiata che non vedeva l’ora di andarsene al mare, forse più di quanto ne avessi voglia io.
La riga ai capelli di lato (solo per le grandi occasioni), Levi’s 501 sbiaditi, i piedi sudati dentro le Palladium (mamma mia se eravate brutte) e una maglia larga a righe bianche e blu di tre taglie più grandi e che mi faceva sentire elegante (l’importante era crederci). Mi ci ero messa d’impegno per sembrare “matura”.
Per diventarlo, invece, ho dovuto aspettare ancora qualche bell’annetto.

Dal mio esame sono passati 20 anni. Le Torri Gemelle erano ancora in piedi, Matteo Renzi faceva lo scout con in tasca i 48 milioni di lire vinti alla Ruota della Fortuna e io, qualche mese dopo, avrei avuto occhi a cuoricino e pensieri sconci tutti per Marco Cocci in Ovosodo (ero pronta a scommettere che i suoi dread profumassero di violetta, beata e tenera giovinezza).

La bellezza di quattro lustri, dicevamo. Due decenni. Un quinto di secolo.
E se non fosse per il gruppo su whatsapp “A 20 anni dal diploma” messo su dalle mie ex compagne di banco, io, al tempo che scorre impietoso e inesorabile, non ci stavo pensando troppo.

Adesso, invece, è impossibile sfuggirne. Il gruppo me lo ricorda in continuazione.
Succede che una mattina allungo la mano per spegnere la sveglia del cellulare e la prima cosa che vedo è la notifica “93 messaggi non letti”. Una sfilza di “buonanotte” e “buonaotte a te“, “buongiorno” e “buongiorno a te” e “chicazzosenefrega” e “chicazzosenefrega a te“.
Foto e video di fiori, cuori rosso fuoco, pulcini pio pio, cieli azzurri e spiagge assolate (mentre qui indosso la felpa e piove, e il fastidio diventa proporzionale ai gradi registrati dalla versione belga del general Bernacca). Citazioni, aforismi e minchiate messe in fila per trentatre col resto di trentadue.

Carissime mie ex compagne di classe (eravamo 26 donne e poi c’era M.,  santo M., sopravvissuto ogni giorno, stoicamente, come una roccia in mezzo alle onde, alla crisi premestruale, mestruale e postmestruale di qualcuna di noi), io non vedo l’ora di incontrarvi davanti alla buonissima pizza commemorativa che mangeremo a Le Macine (Flora, per me una Regina, grazie!)

Non vedo l’ora – sempre se ci riconosceremo – di guardarci le rughe, le panze post-figli e/o post-birre, di sapere dove state, cosa fate, con chi state, chi si è sposato, chi ha divorziato, chi è diventata suora, chi da brutto anatroccolo si è trasformato in un fantastico cigno e finalmente copula, e chi da fantastico cigno si è trasformato in brutto anatroccolo e magari copula lo stesso.

Non vedo davvero l’ora di incontrarvi tutte – tutti, se M., a maturità raggiunta, avrà il coraggio e la forza di vederci ancora una volta tutte assieme (in tal caso chapeau!) – e affogare nelle rimembranze nostalgico-malinconiche del nostro mitico liceo.
Sono sicura che a Carlo Verdone e Compagni di Scuola gli faremo un baffo!
Ma nel frattempo – vogliate perdonarmi amiche mie – io direi non spammiamoci più e volemose bene di persona, o no?

O forse, dopo questo post-ronzo (in questi 20 anni ho raggiunto vette altissime) lo farete più di prima per punirmi.
In quest’ultimo caso, ci incontriamo alla cena e litighiamo. Ma forte, eh? E di PERSONA. Come ai vecchi tempi.
Io vi voglio bene come allora.

 

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...