Lezione di yoga / La leçon de Yoga

Ici on parle français (je vais essayer)

“Ce la fai a stare seduta per cinque minuti di fila?”. Prima mia madre, poi le maestre a scuola, ora il giornalista-in-trasferta. È la frase che mi rivolgono da sempre e che ogni volta che viene pronunciata mi fa venire voglia di togliermi le scarpe e zompettare il Ballo di San Vito. Muovermi e sudare fino ad evaporare.

Solo adesso che sono  io a rivolgerla a Diego con una certa insopportabile frequenza (mio figlio è l’anti-zen), mi rendo conto di quanto può essere fastidioso avere a che fare con qualcuno che ha sempre il pepe al culo.

Ecco perché mi sono iscritta a yoga. Magari mi rilassa. Magari mi salva dai potenziali istinti omicidi di quelli che mi stanno intorno.

La mia insegnante è Erica Jones di Orange is the New Black. E se non può essere lei in persona allora è sua sorella gemella belga. Io la chiamo madame Aom,  profuma di incensi e credo pesi 23 chili vestita.

Madame Aom non cammina come gli altri esseri umani, lei fluttua nell’aria tanto è leggera e rilassata. Una libellula. “Voglio essere come lei”, mi dico, o come la mia bella amica Yogiluli.
Così vado alla prima lezione.

Corso livello 1 per principianti. Entro a piedi nudi in questa stanza luminosissima dove tutto è di legno, lino e cotone. Non so che fare e allora imito i miei numerosi compagni di corso (di ogni età, sesso e religione). Prendo dagli scaffali un paio di coperte, un tappetino, dei mattoni di legno, delle corde e mi sistemo a terra. Hanno tutti le gambe incrociate, la schiena dritta, le mani appoggiate alle ginocchia e gli occhi chiusi.
Ognuno si fa i cavoli suoi. Io mi faccio i cavoli loro.

Asana. Controlla la respirazione. Tre aom, pranayama. Non ci capisco una mazza, ma penso che tanto sono tutti principianti come me e non devo preoccuparmi.
Ad un certo punto, però, mi guardo intorno e mi accorgo che sono l’unica a non stare a testa in giù. Qualcuno è appoggiato sulle spalle, qualcun altro è appeso alle corde come un salame.

Smetto di imitarli. Un po’ perché sono diventati bruttissimi con la faccia viola, sudata, deformata dalla fatica. Un po’ perché temo di spezzarmi l’osso del collo.

Il centro che ho scelto pratica Iyengar Yoga, che si basa più sulla meditazione che sull’aspetto fisico. Eppure, per i tre giorni successivi alla mia prima lezione ho la sensazione di essere stata investita da un camion. L’unica cosa che non mi fa male sono le unghie. Il resto del mio corpo arrugginito è un’unica, immensa e dolorante bolla di acido lattico.

Allora penso che tutto sommato questo yoga funziona e che devo ritornarci, assolutamente. Perché sono seduta qui, su questo divano da oltre cinque minuti. Sono stanca e non ho nessuna voglia di agitarmi.

Si muovono solo le mie labbra: “Diego, ma vuoi stare fermo cinque minuti o no?”. Lui mi guarda e inizia a zompettare e ad agitare le braccia.

Aom. Controllo la respirazione.

Credo stia facendo il Ballo di San Vito.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...